Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Alcune domande per chi dice: “Dio odia il peccato, ma NON IL PECCATORE”…


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agosto 20th, 2010 Posted by | Confutazioni, Falsi insegnamenti | 3 comments

3 Responses to “● Alcune domande per chi dice: “Dio odia il peccato, ma NON IL PECCATORE”…”

  1. Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali IO SONO IL.PRIMO.
    Prima lettera a Timoteo 1:15 NR06

    Qui Paolo si definisce peccatore.
    Poi mi chiedo, Pietro, Giacomo e Giovanni, pur sempre erano mancanti in qualcosa e quindi peccavano. Loro non erano amici di Gesù?

  2. Certo, l’apostolo Paolo nella sua umiltà e ricordando il suo passato di persecutore della chiesa (1° Corinzi 15:9; Galati 1:13; Galati 1:23) pronunciò quelle parole che vanno contestualizzate e non estrapolate dal discorso che stava facendo, infatti continua dicendo: “Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me per il primo tutta la sua longanimità, e io servissi d’esempio a quelli che per l’avvenire crederebbero in lui per aver la vita eterna.” (1° Timoteo 1:16), tuttavia lo stesso apostolo disse anche queste altre parole:
    “Che direm dunque? RIMARREMO NOI NEL PECCATO onde la grazia abbondi? COSÌ NON SIA. Noi che siam morti al peccato, come vivremmo ancora in esso?” (Romani 6:1,2)

    Converrai con me che Romani 6:1,2 è rivolto a TUTTI i credenti, apostoli compresi i quali pure loro non rimasero certamente nel peccato volontario dopo aver creduto. Infatti il credente in Gesù può definire se stesso un peccatore “al passato” salvato per grazia che è “ora, al presente” divenuto giusto per i soli meriti dell’opera redentrice e gloriosa di Gesù Cristo, per cui conducendosi giorno per giorno alle SOLE CONDIZIONI di Giovanni 14:23 è reputato oggi da Lui Suo amico.

    Magari tu mi citerai Giacomo che dice: “…tutti manchiamo in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare, è un uomo perfetto” (Giacomo 3:2) ma qui si parla di mancare involontariamente. Non vorrai dirmi che siccome è scritto così possiamo darci liberamente al turpiloquio tanto è scritto che “tutti manchiamo”, no? Che poi se fosse davvero così non avrebbero nemmeno senso le esortazioni di Colossesi 4:6 o di 1° Timoteo 4:12 d’esser di esempio proprio nel parlare…

    Vediamo poi 1° Giovanni 2:1: “Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinché NON PECCHIATE; e SE ALCUNO HA PECCATO, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto”; anche questo passaggio non può esser preso a pretesto per peccare volontariamente dato che l’incitamento dell’apostolo è proprio il contrario e difatti lo ribadisce anche più avanti nella stessa epistola:
    “Chi fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge; … Chiunque dimora in lui NON PECCA; chiunque pecca non l’ha veduto, né l’ha conosciuto; … Chi commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio. Per questo il Figliuol di Dio è stato manifestato: per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme d’Esso dimora in lui; e non può peccare perché è nato da Dio.” (1° Giovanni 3:4,9).

    Notare che la versione Nuova Riveduta è ancora più precisa nel verso 9 usando il verbo “persistere”: “Chiunque è nato da Dio NON PERSISTE nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può PERSISTERE NEL PECCARE perché è nato da Dio.” (1° Giovanni 3:9).

    Riguardo il termine “persistere” qualsiasi dizionario cita:
    1 Continuare con ostinazione in un atteggiamento, in un comportamento; insistere, perseverare (+ in ): p. in un proposito; p. nell’errore; l’imputato persiste nel negare; + a e inf.
    2 Protrarsi nel tempo, permanere.

    Se pensi davvero che l’apostolo Paolo con quel: “…io sono il primo (dei peccatori)” volesse intendere che anche dopo la sua conversione lui continuasse a camminare nel peccato allora mi dispiace per te ma sei completamente nell’errore…

  3. Pace fratello.
    Grazie per avermi risposto.
    Ci manceherebbe che un salvato per grazia può continuare a camminare nel peccato.

    Io intendevo che, se uno si converte a Dio e decide di camminare con Lui, sbaglia lo stesso. Anche contro la sua volontà.
    Uno deve perseverare nella Fede fino alla fine. Pregare per non inciampare e cadere nel peccato.
    Come dici tu, questo non è una giustificazione per camminare nel peccato. Ovvio.
    Il punto è che anche uno sa che deve fare il bene, sbaglia lo stesso. Come disse Paolo, anche contro la sua volontà.

    Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché ciò che faccio io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio quello che non voglio, ammetto che la legge è buona; allora non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. Difatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così, dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.
    Lettera ai Romani 7:14‭-‬25 NR06

    Ripeto, questo non significa che se io so che l’uomo non è perfetto, questo significa che io posso cadere perchè tanto so che nessuno è perfetto e se mi ravvedo Gesù mi perdonerà.
    Molti camminano pensando questo.
    Il Signore (ripeto) ci dice di continuare a perseverare fino alla fine.
    Non è facile, visto che molte chiese evangeliche stanno andando in strade sbagliate. Anzi, se con la Parola di Dio glielo fai notare, vieni visto come il cattivo, l’accusatore.

    Ti ringrazio di cuore per avermi risposto. Mi scuso se non mi spiego bene o se non so spiegare bene quello che voglio dire.
    Dio ti benedica

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