Alla luce di quanto abbiamo detto sulla Massoneria, è evidente che se un Cristiano entrasse nella massoneria, e vi ricordo che vi si entra tramite dei giuramenti che peraltro sono vietati dal Signore Gesù Cristo, egli avallerebbe le seguenti dottrine massoniche:
l’Iddio di qualsiasi religione è Dio, il nome di Dio è Jahbulon, la Trinità non è accettabile, Dio non ha creato le cose dal nulla, e non è un Dio vendicatore che si adira e fa morire i malvagi; Gesù Cristo è solo uno dei tanti maestri di morale che sono vissuti sulla terra e quindi non è nè il Cristo e neppure il Figlio di Dio (e quindi non è Dio), e di Lui nella loggia non si deve menzionare neppure il nome quindi ogni preghiera a Dio non può essere fatta nel nome di Gesù Cristo; la Bibbia è uno dei tanti libri sacri esistenti (assieme al Corano, i Veda e così via) e quindi non è la sola Parola di Dio; il peccato originale non esiste, l’uomo non è un essere completamente depravato, l’uomo ha il libero arbitrio e quindi è libero di credere e fare quello che vuole, e quindi nessuno può dire di avere la verità assoluta in quanto ognuno ha la sua verità e nessuno ha il diritto di interferire nel credo di un altro affermando che sia sbagliato e quindi degno della condanna eterna da parte di Dio; tutti gli uomini sono figli di Dio e quindi non esistono figli del diavolo; non esiste un inferno con un fuoco vero come neppure una città celeste d’oro puro che si chiama Nuova Gerusalemme; il diavolo non esiste, la credenza nell’esistenza del diavolo è una superstizione; la vita eterna si deve guadagnare mediante le opere buone, non è quindi necessaria la fede in Gesù Cristo per avere la vita eterna, in quanto per arrivare in paradiso ci sono molte strade.
Una croce color arcobaleno su sfondo bianco è la copertina della ristampa MANIPOLATA della King James Bible, la classica versione delle Sacre Scritture della Chiesa Anglicana. Infatti questa pubblicazione, curata dal “reverendo” Carlton Pearson, è proprio una versione delle Sacre Scritture manipolata da cui guardarsie da riprovare apertamente, dove sono stati modificati otto passaggi della Parola di Dio in modo che l’omosessualità (sia maschile e femminile) non apparisse come peccato, e perciò degno di condanna eterna.
Pearson, secondo questo articolo su panorama.it (articolo da biasimare per le affermazioni false sulla King James), ha così motivato il suo lavoro:
“I riferimenti anti gay nella Bibbia si riducono a solo otto versetti nei quali l’omosessualità viene interpretata come peccato. In questa nuova versione affronto tali controversi passi modificandoli leggermente per una maggiore chiarezza interpretativa”
“Modificandoli leggermente” ? Pearson non si è limitato a modificare il testo mantenendone il significato, come potrebbe essere ad esempio modernizzare vocaboli antichi come da “perciocché” a “poiché”, oppure da “eziandio” ad “anche, ancora, altresì”.
No! Lui ha letteralmente aggiunto oppure tolto intere parole dalla sacra Scrittura, quando la Bibbia è invece chiara nel condannare chi aggiunge (o toglie) qualcosa dalla Santa Parola di Dio:
“Nonaggiunger nulla alle sue parole, ch´egli non t´abbia a riprendere, e tu non sia trovato bugiardo.”(Proverbi 30:6) vedi anche Deuteronomio 4:2; 12:32 e Apocalisse 22:18,19
Fare il presepio a molti potrà sembrare un segno di grande devozione verso il Salvatore, potrà sembrare bello quanto si vuole, ma sta di fatto che si oppone alla Scrittura perché implica la trasgressione del comando di Dio di non farsi immagini e sculture alcune.
Infatti nel secondo comandamento (che la Chiesa Cattolica Romana ha ha tolto dal decalogo per non fare apparire le cosiddette statue e immagini sacre come degli idoli in abominio a Dio), l’Onnipotente Iddio ordina categoricamente:
“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Es. 20:4-6)
LA DOTTRINA DEL PURGATORIO A CONFRONTO CON LA BIBBIA
La chiesa cattolica insegna che, dopo la morte, alcune persone vanno in un luogo chiamato purgatorio, affinché siano ulteriormente “purificate” prima di andare in cielo.
Questa dottrina fondamentale viene da Dio, oppure è un’altra tradizione inventata dagli uomini? La risposta la troviamo proprio in un verso del catechismo cattolico:
“La Chiesa [Cattolica] ha formulato la propria dottrina di fede sul Purgatorio in modo particolare ai Concili di Firenze e di Trento” (catechismo cattolico, pagg. 268-269, #1031).
Non è irragionevole chiedersi da dove un gruppo di uomini abbia preso simili informazioni sulla vita dopo la morte per poter formulare una tale dottrina.
Cattolici Romani, se state pregando per i vostri amati defunti, credendo che essi siano in purgatorio, sappiate che non è stato Dio a dire che essi sono in purgatorio, ma un gruppo di leader religiosi:
Il diciassettesimo articolo di fede della Chiesa Avventista afferma:
‘Uno dei doni dello Spirito Santo è la profezia. Questo dono è un segno d’identificazione della chiesa del rimanente e fu manifestato nel ministerio di Ellen G. White. In qualità di messaggera del Signore, i suoi scritti sono una continua e autorevole fonte di verità e provvedono al conforto della chiesa, alla sua guida, alla sua istruzione e alla sua correzione….’ (G. De Meo, op. cit., pag. 234).
Ma come sono considerati i suoi scritti in rapporto alla Bibbia di cui gli Avventisti dicono:
‘Gli Avventisti del Settimo Giorno sostengono la posizione Protestante che la Bibbia e solo la Bibbia è l’unica regola di fede e di pratica per i Cristiani. Noi crediamo che tutte le credenze teologiche devono essere misurate mediante la parola vivente, giudicate dalla sua verità, e qualsiasi cosa non passi questo test, o non è trovato in armonia con il suo messaggio deve essere rigettato’ (Questions on Doctrine, pag. 28) ?
Vengono o non vengono i suoi scritti considerati alla stessa stregua della sacra Scrittura?
Questo video vi aiuterà a non rispondere solamente: “Ci dispiace non ci interessa!”
Il documentario “Testimoni di Geova” guarda dietro le quinte della società della torre di guardia, per rilevare come questa eserciti uno stretto controllo sulla vita dei suoi membri. I suoi seguaci passano centinaia di ore ogni anno andando di casa in casa, presentando un vangelo falso.
Eccoci ad un’altra pratica della chiesa romana che è da riprovare perché menzogna: la venerazione dei corpi dei morti o di alcuni loro resti che essi dicono reliquie.
Cominciamo col dire che non è vero che i corpi che essi dicono di venerare siano stati i corpi di uomini veramente santi perché come abbiamo visto per santo la Parola di Dio non intende un uomo che abbia esercitato ‘virtù eroiche’ per guadagnarsi per mezzo di esse il paradiso (perché un tale, secondo la Scrittura, è un peccatore), ma un uomo che ha creduto nel Signore ed é stato giustificato per grazia e santificato mediante lo Spirito Santo.
Il papa viene definito anche infallibile quando parla ‘ex-cattedra’.
Ecco cosa dice il catechismo a tale riguardo: ‘Il Papa, da solo, non può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa (quando da Pastore e Maestro di tutti i cristiani, definisce dottrine circa la fede ed i costumi)’[1].
L’infallibilità papale fu dichiarata dogma dal concilio Vaticano I nel 1870 in questi termini:
‘Noi insegniamo, e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e maestro di tutti i cristiani, in virtù della sua suprema autorità apostolica, definisce che una dottrina riguardante la fede o i costumi dev’essere ritenuta da tutta la chiesa, per quell’assistenza divina che gli è stata promessa nel beato Pietro, gode di quella infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto dotata la sua chiesa, allorché definisce la dottrina riguardante la fede o i costumi. Quindi queste definizioni sono irreformabili per virtù propria, e non per il consenso della chiesa[2]. Se poi qualcuno – Dio non voglia! – osasse contraddire questa nostra definizione; sia anatema’[3].
Confutazione
Cominciamo col dire che i teologi papisti dicono che il papa è infallibile solo quando insegna come papa, e non anche quando insegna esprimendo il suo parere personale; e che come uomo, può operare bene ed operare male, cioè può peccare; ma a nostro giudizio queste affermazioni sono solo affermazioni di comodo che servono solo a dire, nel caso il loro papa dicesse qualcosa di storto anche agli occhi dei suoi fedeli seguaci o si rendesse colpevole di qualche grave delitto, che egli è un uomo come tutti gli altri; quindi in sostanza costituiscono uno scudo contro eventuali critiche.
Nel corso dei secoli si sono succeduti centinaia di papi nella chiesa romana. Ora, mediante i seguenti esempi di papi che hanno sottoscritto eresie, si sono contraddetti e sono stati dichiarati eretici, dimostreremo la fallibilità dei papi anche nelle loro dichiarazioni ufficiali:
- Liberio (352-366) aderì formalmente all’eresia ariana (che negava la divinità di Gesù Cristo) [1], sottoscrivendo la professione di fede eretica del concilio di Sermio e giungendo perfino a scomunicare Atanasio che difendeva la divinità di Cristo. Sia i suoi predecessori che lui stesso avevano di già condannato l’eresia di Ario; in seguito, Leggi tutto… “● Le prove della fallibilità dei papi”
L’IMPOSIZIONE DEL CELIBATO NELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA
Molti vedono nel celibato imposto dalla chiesa cattolica romana a vescovi e preti la causa delle perversità commesse nel corso dei secoli, ad esempio in certi conventi, o verso i minori. La stampa ha portato alla ribalta diversi scandali accertati ai nostri giorni, e la gente si interroga sulle conseguenze della regola del celibato.
Ma chi ha imposto questa regola? Non Dio, infatti la Bibbia dice:
“Il VESCOVO sia irreprensibile, marito di una sola moglie“ (1 Timoteo 3:2).
“Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo (letto coniugale) incontaminato; poiché Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (Ebrei 13:4).
Non solo, la stessa Parola di Dio afferma che solo i predicatori di false dottrine vieteranno il matrimonio:
“Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i qualiVIETERANNO il matrimonio e ordineranno l´astensione da cibi che Dio ha creati…” (1 Timoteo 4:1-3).
È vero che l’apostolo Paolo consigliò a chi vuole dedicarsi pienamente a Cristo di restare celibe, ma non impose affatto il celibato come condizione obbligatoria (1 Corinzi 7:9), come invece ha fatto la chiesa cattolica arbitrariamente. Anzi, egli consigliò: