Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● “Perchè ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?” (Matteo 20:6)

In questi ultimi giorni la proliferazione dei falsi insegnamenti si è manifestata in molte chiese e ha aggredito l’integrità delle Scritture.

Nessuno è pronto ad accusare i ministri che promuovono dottrine eretiche, nessuno osa dichiarare l’errore di un falso pastore. I profeti del Vecchio Testamento, Gesù stesso e gli apostoli, hanno messo in chiaro che molti verranno nel Nome del Signore, professando di seguirlo, ma che in realtà presentano un’immagine di Dio diversa da quello che presenta la Scrittura.

Riguardo questi, Paolo diceva che “…molti camminano da nemici della croce di Cristo (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo)…” (Filippesi 3:18).

Falsi maestri, falsi apostoli, falsi fratelli ecc… hanno la capacità di danneggiare o addirittura distruggere la semplice fede in Cristo “trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda v.3). Gesù disse che molti sarebbero stati ingannati da falsi cristi (Matteo 24:5-10,24).

Come pastore che ha inconsapevolmente promosso eresie per dodici anni, so bene il pericolo che incombe per la propria fede nell’aver manipolato la dottrina cristiana e nell’aver presentato un “falso Gesù”. L’eresia non è un giocattolo, ma una bugia che distrugge il rapporto tra il Salvatore e i salvati, e conduce le pecore in un deserto pieno di predatori violenti.

E’ necessario fare i nomi di chi promuove eresie o dottrine extrabibliche, un’azione scomoda, ma di assoluta necessità se vogliamo fare uscire allo scoperto la Verità.

Se un ladro, un vandalo, venisse ad abitare nel vostro quartiere, voi chiedereste il nome, il cognome e dove ha vissuto, per stare in guardia voi e le vostre famiglie da costui. Quanto più, dunque, nelle questioni spirituali, abbiamo bisogno di stare in guardia sia per le nostre anime e sia per le anime dei nostri fratelli? Il pericolo di convivere con l’eresia non può essere sottovalutato. Errori dottrinali corrodono il Corpo di Cristo, la Chiesa (2 Timoteo 2:17-18).

Ricordiamo la storia dell’antico Israele, quando la corruzione del popolo Leggi tutto… “● “Perchè ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?” (Matteo 20:6)”

agosto 4th, 2011 Posted by | Benny Hinn, Falsi Dottori, Falsi insegnamenti, Giusto Giudizio, Kenneth Copeland, Kevin M. Reeves, Riprensione privata, Riprensione Pubblica | no comments

● Cos’è la “confutazione”, quale è la sua utilità, quali le ragioni e la franchezza dell’esposizione

 Sulla confutazione

(121 minuti – mp3)

Li devo riprendere prima in privato?

(74 minuti – mp3)

 

“Perché sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze; poiché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciam prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo;” (2° Corinzi 10:3-5)

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Dal dizionario della lingua italiana Devoto-Oli, diciottesima ristampa, ottobre 1985; per la voce confutazione si legge:

“Critica diretta, mediante prove o argomenti circostanziati e puntuali, a dimostrare l’infondatezza o l’inconsistenza totale o parziale di qualcosa, convincendo del contrario.”

La confutazione delle false dottrine è una parte della sana dottrina di cui oggi i servitori di Dio fanno poco ricorso, forse perché vige “il reciproco rispetto”, come è stato scritto in diversi statuti delle organizzazioni cristiane evangeliche. Ciò vuol dire che i ministri evangelici hanno il bavaglio alla bocca e non sono liberi di parlare come dovrebbero, non sono liberi di distruggere le false dottrine e tutte quelle menzogne che si elevano contro la conoscenza della verità.

Ma ringraziato sia Iddio che sempre si preserva un numero di servitori che non si fanno “imbavagliare la bocca” per un vile guadagno o qualsiasi altro interesse impuro.

La confutazione, per forza di cose, avendo lo scopo di distruggere dei falsi ragionamenti e delle false dottrine non può fare uso di parole melate e lusinghiere, anzi, le parole devono essere come Leggi tutto… “● Cos’è la “confutazione”, quale è la sua utilità, quali le ragioni e la franchezza dell’esposizione”

marzo 14th, 2011 Posted by | Confutazioni, Errori dottrinali, Falsi Dottori, Falsi insegnamenti, Giuseppe Piredda, Riprensione privata, Riprensione Pubblica | no comments

● Chi è che fa l’opera dell’accusatore dei fratelli

Chi è che fa l’opera dell’accusatore dei fratelli


(80 minuti – mp3)

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Fratelli nel Signore, siccome nel confutare le false dottrine e smascherare i compromessi e gli scandali, come anche nel riprovare le mondane concupiscenze, presenti in mezzo alle diverse denominazioni evangeliche, io vengo accusato da tanti pastori e non pastori di fare l’opera del diavolo, in quanto essi dicono che il diavolo è l’accusatore dei fratelli, e quindi chi accusa i ministri di Dio o altri credenti è dal diavolo e non da Dio, mi sono trovato costretto a scrivervi per dimostrarvi come anche questa accusa è falsa, in quanto non è dimostrabile affatto che faccio la stessa opera che compie il diavolo, anzi è dimostrabile proprio il contrario e cioè che faccio un’opera che è da Dio, opera che prima di me hanno fatto tanti altri e che assieme a me fanno altri sia in Italia che all’estero.

Ora, ecco cosa è scritto nel libro dell’Apocalisse:

“E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:7-12).

Dunque, il diavolo è chiamato l’accusatore dei nostri fratelli, e quindi lui accusa i figli di Dio nel cospetto di Dio.

Che egli compie questo è confermato anche da quello che dice il profeta Zaccaria: “E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè davanti all’angelo dell’Eterno, e Satana che gli stava alla destra per accusarlo. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ti sgridi l’Eterno, o Satana! ti sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme! Non è questi un tizzone strappato dal fuoco?’ Or Giosuè era vestito di vestiti sudici, e stava in piè davanti all’angelo. E l’angelo prese a dire a quelli che gli stavano davanti: ‘Levategli di dosso i vestiti sudici!’ Poi disse a Giosuè: ‘Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t’ho vestito di abiti magnifici’ (Zaccaria 3:1-4)

Ma come sono le sue accuse? Vere o false? Le sue accuse sono false, e non potrebbe essere altrimenti in quanto Gesù disse che il diavolo “non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44).

E difatti quando Satana si presentò dinnanzi a Dio, e Dio elogiò il suo servo Giobbe per la sua integrità, il diavolo mosse delle accuse false contro Giobbe.

Ecco cosa dice la Parola di Dio:

“C’era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest’uomo era integro e retto; temeva Iddio e fuggiva il male. Gli erano nati sette figliuoli e tre figliuole; possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di bovi, cinquecento asine e una servitù molto numerosa. E quest’uomo era il più grande di tutti gli Orientali. I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d’essi, perché diceva: ‘Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro’. E Giobbe faceva sempre così. Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all’Eterno, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro. E l’Eterno disse a Satana: ‘Donde vieni?’ E Satana rispose all’Eterno: ‘Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa’. E l’Eterno disse a Satana: ‘Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male’. E Satana rispose all’Eterno: ‘È egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio? Non l’hai tu circondato d’un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia’. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’. – E Satana si ritirò dalla presenza dell’Eterno” (Giobbe 1:1-12).

Come potete vedere dunque, nel momento in cui Satana sentì parlare bene del giusto Giobbe, egli mosse una chiara accusa contro Giobbe, che era questa: Giobbe temeva Dio per motivi interessati e non sinceramente, in altre parole, egli temeva Dio perchè Dio lo proteggeva e lo aveva benedetto. Ma ciò non era vero, perchè era vero il contrario, e cioè che Dio proteggeva e benediceva Giobbe perchè egli temeva Dio.

E che questa accusa era falsa fu palese nello spazio di non molto tempo, in quanto dopo che Dio privò Giobbe dei suoi figli, e dei suoi enormi beni materiali, è scritto: “Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno’. In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto” (Giobbe 1:20-22).

Ma il diavolo non si rassegnò, e continuò ad accusare falsamente Giobbe nel cospetto di Dio, in quanto lo accusò che si manteneva saldo nella sua integrità perchè aveva salute, ma anche questa accusa si dimostrò falsa perchè Giobbe non rinnegò Dio neppure dopo che Satana lo colpì con una ulcera maligna con il permesso di Dio, secondo che è scritto: “Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all’Eterno, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro a presentarsi davanti all’Eterno. E l’Eterno disse a Satana: ‘Donde vieni?’ E Satana rispose all’Eterno: ‘Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa’. E l’Eterno disse a Satana: ‘Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m’abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo’. E Satana rispose all’Eterno: ‘Pelle per pelle! L’uomo dà tutto quel che possiede per la sua vita; ma stendi un po’ la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia’. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita’. E Satana si ritirò dalla presenza dell’Eterno e colpì Giobbe d’un’ulcera maligna dalla pianta de’ piedi al sommo del capo; e Giobbe prese un còccio per grattarsi, e stava seduto nella cenere. E sua moglie gli disse: ‘Ancora stai saldo nella tua integrità? Ma lascia stare Iddio, e muori!’ E Giobbe a lei: ‘Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare il male?’ – In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra” (Giobbe 2:1-10).

Dunque, alla luce di quanto insegna la Scrittura su questa particolare opera del diavolo, possiamo dire che coloro che fanno l’opera accusatoria del diavolo contro i santi o i ministri di Dio, sono coloro che li calunniano. E difatti il termine diavolo significa ‘calunniatore’. Cosa significa calunniare? Significa ‘accusare falsamente’.

Io dunque non faccio l’opera del diavolo, perchè le mie accuse non sono false ma veraci, in quanto dichiaro al popolo di Dio le sue trasgressioni, come disse di fare Dio al profeta Isaia nei confronti del popolo d’Israele:

“Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati!” (Isaia 58:1).

Nel dichiarare le sue trasgressioni naturalmente muovo delle accuse, ma non delle accuse ingiuste, come fa il diavolo nei confronti del popolo di Dio, ma delle accuse giuste.

Ma ditemi: ‘Ma non faceva lo stesso anche Paolo l’apostolo? Quando Paolo diceva ai fratelli della Chiesa di Corinto: “Siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi!” (1 Corinzi 5:2), non muoveva forse una accusa contro quei credenti? E che dire quando gli diceva: “V’ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate ancora da tanto; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, poiché v’è tra voi gelosia e contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo? Quando uno dice: Io son di Paolo; e un altro: Io son d’Apollo; non siete voi uomini carnali?” (1 Corinzi 3:2-4)? Non mosse egli contro di loro un’altra precisa accusa? E quando riprese i fratelli della Galazia dicendo loro: “O Galati insensati, chi v’ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi de’ quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo?” (Galati 3:1), non li accusò forse di essersi lasciati fuorviare da alcuni che insegnavano delle menzogne intorno alla salvezza? E quando Paolo ad Antiochia riprese davanti a tutti l’apostolo Pietro dicendogli: “Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare?” (Galati 2:14), non gli mosse forse un’accusa pesante, e cioè l’accusa di insegnare che si viene giustificati per le opere della legge?

E che dire delle seguenti dure parole che l’apostolo Pietro rivolse a Simone, che aveva anch’egli creduto (cfr. Atti 8:13), quando questi offrì agli apostoli del denaro per comprare la potestà di imporre le mani sui credenti affinchè essi ricevessero lo Spirito Santo, “Vada il tuo danaro teco in perdizione, poiché hai stimato che il dono di Dio si acquisti con danaro. Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto dinanzi a Dio. Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti sia perdonato il pensiero del tuo cuore. Poiché io ti veggo in fiele amaro e in legami di iniquità” (Atti 8:20-23)? Non contengono anch’esse delle precise accuse?

E che dire delle seguenti parole che Giacomo, il fratello del Signore, rivolse ai fratelli, secondo che disse loro: “Donde vengon le guerre e le contese fra voi? Non è egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:1-4)? Non costituiscono esse delle accuse contro di loro?

Erano accuse false quelle che mossero Pietro, Paolo e Giacomo a quei credenti? Non mi pare proprio, ma erano delle accuse giuste in quanto essi riprovarono dei loro comportamenti sbagliati. E perchè Pietro, Paolo e Giacomo mossero quelle accuse contro quei fratelli? Per distruggerli forse? Così non sia, ma per edificarli, in quanto si proponevano di indurli al ravvedimento e quindi di correggerli.

Quindi, se l’accusa contro i santi è un’accusa verace, in quanto è provata da fatti e parole non inventati ma corrispondenti alla realtà, ed ha come scopo quello di far rientrare in loro stessi i santi per fargli riconoscere la verità e farli tornare a camminare in maniera degna del Signore, e quindi ha lo scopo di correggerli, essa non è per niente da equiparare ad una accusa del diavolo, perché le accuse del diavolo sono false ed hanno come scopo quello di distruggere la Chiesa e non di edificarla, hanno lo scopo di denigrare la Chiesa e non di indurla a riconoscere i suoi errori dottrinali o i suoi peccati e traviamenti e tornare a camminare nei sentieri antichi.

Anche le accuse lanciate contro quei pastori che insegnano delle false dottrine, se sono giuste perchè le dottrine in questione sono da loro realmente insegnate e alla luce della Parola sono false, non possono essere equiparate alle accuse lanciate dal diavolo contro i ministri di Dio, in quanto non hanno lo scopo di distruggere i santi, ma di metterli in guardia da essi perché costoro producono del danno alla Chiesa con i loro falsi insegnamenti, sempre nella speranza che Dio conceda a questi pastori di rientrare in loro stessi e riconoscere la verità.
E poi la Scrittura non dice che noi non dobbiamo ricevere nessuna accusa mossa contro gli anziani, anzi ci ordina di ricevere le accuse contro di essi quando sono confermate da due o tre testimoni (cfr. 1 Timoteo 5:19). Ora, se l’accusa contro qualcuno di insegnare delle false dottrine è confermata dai fatti, come si fa a non ricevere questa accusa?

Dunque, fratelli, state attenti, perché quei pastori e i loro sostenitori che sostengono che io faccio l’opera dell’accusatore dei fratelli, mentono contro la verità. Essi usano questo sofisma per tenervi lontani dalla Parola di Dio e dalla santità di Dio, e quindi per farvi continuare a seguire ciecamente i loro falsi insegnamenti e le mondane concupiscenze a cui essi stessi sono dati.
E badate che le loro parole oltre ad essere un sofisma, sono anche una falsa accusa e quindi una calunnia, perchè è smentita dalla realtà e dalla verità. Per cui se c’è qualcuno che fa l’opera del diavolo di accusare ingiustamente i fratelli sono proprio loro, che si riempiono la bocca del continuo di frasi come ‘Non giudicate’, ‘Ci dobbiamo amare’, e così via, ma nei fatti calunniano e odiano il loro prossimo che li corregge; sì lo odiano, perchè la Scrittura afferma:
La lingua bugiarda odia quelli che ha ferito” (Proverbi 26:28). Il Signore renderà loro secondo le loro opere.
Non vi fate dunque ingannare dai loro abili sofismi e dal loro dolce parlare. Ricordatevi di quello che dice la Sapienza: “Chi odia, parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Quando parla con voce graziosa, non te ne fidare, perché ha sette abominazioni in cuore. L’odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell’assemblea” (Proverbi 26:24-26).

Io semmai sono un aiutatore della vostra allegrezza, perchè mi prefiggo il vostro perfezionamento.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti voi

Giacinto Butindaro

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dicembre 24th, 2010 Posted by | Riprensione privata, Riprensione Pubblica | no comments

● Elenco di errori dottrinali o cose da biasimare nelle Assemblee di Dio in italia (ADI)

[*] Contro l’accusa d’esser dei “diffamatori”…

(25 minuti – mp3)

Sulla confutazione

(121 minuti – mp3)

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“Il beffardo non ama che altri lo riprenda; egli non va dai savi.” - “Non riprendere il beffardo, per tema che t’odi; riprendi il savio, e t’amerà. Istruisci il savio e diventerà più savio che mai; ammaestra il giusto e accrescerà il suo sapere.” (Proverbi 15:12 – 9:8,9)

“Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà” (Salmo 141:5)

Per anni nelle Assemblee di Dio in Italia, molti errori dottrinali hanno potuto diffondersi senza che nessuno potesse far levare con forza la sua voce per reclamare o protestare, e così nel silenzio, una parte del popolo di Dio doveva con rammarico rassegnarsi nel vedere “sommi pastori” permettersi di insegnare addirittura cose di cui non c’era traccia nella Bibbia senza che fosse possibile confutarne il contrario pena la “scomunica”, e in alcuni casi (vedi ad esempio Roberto Bracco), addirittura l’espulsione dall’organizzazione nel caso che qualcuno si permettesse di obiettare o dissentire a ciò che, insegnato da costoro, non era conforme alla Parola di Dio!

Non parliamo poi dei casi di quei fratelli che dovevano subire per giunta l’umiliazione da costoro d’esser poi perfino ripresi dal pulpito con predicazioni ad “hoc”, studiate apposta per loro, nella metodologia ormai classica del linguaggio e del modo di fare di questi cosiddetti “ministri” di Dio, fatto da minacce, allusioni e doppi sensi, mai franco e chiaro.

Riprensioni dal pulpito, naturalmente senza il diritto di replica…

A molti fratelli dunque, non rimaneva che uscire dalle ADI, difatti molte comunità evangeliche dette comunemente chiese libere, sono sorte negli anni proprio (anche se non sempre) per questi motivi.

Roberto Bracco ad esempio, che fù ed è tuttora un pastore molto stimato (infatti ancora oggi le radio evangeliche trasmettono spesso i suoi sermoni), poiché evidenziò in un libro di come l’organizzazione stava prendendo il sopravvento ai dettami della Parola di Dio, fu espulso dalle Assemblee di Dio. Naturalmente la maggioranza dei fedeli delle ADI non conobbero mai i veri motivi.

Ma adesso, grazie a Dio le cose sono cambiate!

Ora finalmente, con un semplice Leggi tutto… “● Elenco di errori dottrinali o cose da biasimare nelle Assemblee di Dio in italia (ADI)”

ottobre 20th, 2010 Posted by | ADI (Assemblee di Dio in Italia), ADI-Media, Apostasia, Assemblee di Dio, Charles Haddon Spurgeon, Comportamenti sconvenienti, Davide di Iorio, Eliseo Fragnito, Errori dottrinali, Errori Dottrinali nelle ADI, Falsi insegnamenti, Felice Antonio Loria, Francesco Toppi, Paolo Lombardo, Pastori ecumenici, Riprensione privata, Riprensione Pubblica, Roberto Bracco, Statuto ADI | 2 comments

● Devo riprenderli prima in privato?

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agosto 2nd, 2010 Posted by | Confutazioni, Riprensione privata, Riprensione Pubblica | 2 comments