L’immagine a fianco raffigura alcuni personaggi chiave della serie televisiva drammatica “The Sopranos”.
In questa immagine vediamo il Capo mafia Tony Soprano e alcuni dei suoi “esecutori” (o capitani).
Se siete membri di una mega Chiesa moderna, allora potremmo anche sostituire questi personaggi con le immagini del vostro pastore, anziani, ministri e diaconi. Anche loro assumono il ruolo di “esecutori” per aiutare il “boss” a mantenere “l’ordine”.
Per un’osservatore esterno è assurdo vedere un parallelo tra la vita di mafia e la vita dentro una mega chiesa odierna, ma purtroppo la realtà è questa: la leadership in molte chiese di oggi opera proprio come la mafia.
Date un’occhiata ad alcuni parallelismi:
● La Leadership
In questi giorni c’è una sola autorità nella chiesa e non è Gesù Cristo.
Il pastore è diventato il leader solitario, proprio come il boss mafioso, egli governa dall’alto in basso, non dal basso verso l’alto. Non gli piace il pensiero dipendente o di dissenso, non gli piace parlare direttamente con voi, sarà lui a mandare un’emissario per dirvi se è soddisfatto o insoddisfatto del vostro comportamento. Egli non vuole “lasciare le sue impronte digitali” su tutte le decisioni “controverse”, così assegna ai suoi “capitani” (anziani, ministri, diaconi), le risorse e la responsabilità degli affari generali e se i progetti falliscono fa ricadere la colpa al “capitano” di turno.
“…Dichiarandomi disposto ad accettarne tutte le regole vigenti”.
E quali sarebbero tutte queste “regole vigenti” a cui generalmente sono indotte a sottoscrivere i membri delle Chiese ADI (Assemblee di Dio in Italia) tramite il modulo che vedete qui a fianco (modulo tratto dal libro molto conosciuto nelle ADI: ‘Il battesimo, perchè?’ scritto da Francesco Toppi, pubblicato ancora oggi da ADI Media) per essere accettati come membri “comunicanti”?
Domanda più che lecita.
Credo però che la maggioranza degli stessi non ne sono nemmeno a conoscenza, eppure viene loro richiesto un vero e proprio “patto di fedeltà” tramite la loro firma con tanto di data che non è, come molti erroneamente pensano, solo un semplice modulo per il “registro di Chiesa”, ma molto, molto di più.
“Il beffardo non ama che altri lo riprenda; egli non va dai savi.” - “Non riprendere il beffardo, per tema che t’odi; riprendi il savio, e t’amerà.Istruisci il savio e diventerà più savio che mai; ammaestra il giusto e accrescerà il suo sapere.” (Proverbi 15:12 – 9:8,9)
“Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà” (Salmo 141:5)
Per anni nelle Assemblee di Dio in Italia, molti errori dottrinali hanno potuto diffondersi senza che nessuno potesse far levare con forza la sua voce per reclamare o protestare, e così nel silenzio, una parte del popolo di Dio doveva con rammarico rassegnarsi nel vedere “sommi pastori” permettersi di insegnare addirittura cose di cui non c’era traccia nella Bibbia senza che fosse possibile confutarne il contrario pena la “scomunica”, e in alcuni casi (vedi ad esempio Roberto Bracco), addirittura l’espulsione dall’organizzazione nel caso che qualcuno si permettesse di obiettare o dissentire a ciò che, insegnato da costoro, non era conforme alla Parola di Dio!
Non parliamo poi dei casi di quei fratelli che dovevano subire per giunta l’umiliazione da costoro d’esser poi perfino ripresi dal pulpito con predicazioni ad “hoc”, studiate apposta per loro, nella metodologia ormai classica del linguaggio e del modo di fare di questi cosiddetti “ministri” di Dio, fatto da minacce, allusioni e doppi sensi, mai franco e chiaro.
Riprensioni dal pulpito, naturalmente senza il diritto di replica…
A molti fratelli dunque, non rimaneva che uscire dalle ADI, difatti molte comunità evangeliche dette comunemente “chiese libere”, sono sorte negli anni proprio (anche se non sempre) per questi motivi.
Roberto Bracco ad esempio, che fù ed è tuttora un pastore molto stimato (infatti ancora oggi le radio evangeliche trasmettono spesso i suoi sermoni), poiché evidenziò in un libro di come l’organizzazione stava prendendo il sopravvento ai dettami della Parola di Dio, fu espulso dalle Assemblee di Dio. Naturalmente la maggioranza dei fedeli delle ADI non conobbero mai i veri motivi.
Confutazione dello Statuto e del Regolamento interno delle Assemblee di Dio in Italia (ADI)
Affinché tutti coloro che sono rimasti incatenati dagli statuti e dalle regole umane delle ADI (e delle altre denominazioni evangeliche che hanno statuti e regole simili) possano recuperare la libertà spirituale perduta.
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Capitolo 1 – Origini dello Statuto e del Regolamento Capitolo 2 – Struttura e organizzazione delle ADI Capitolo 3 – Confutazione
Le Assemblee di Dio in Italia, che sono la denominazione pentecostale più grande in Italia, hanno uno Statuto (come peraltro altre denominazioni evangeliche), che è entrato in vigore alla approvazione governativa dell’Ente, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica, in data 5 Dicembre 1959, n. 1349.
Ma qual è l’origine di questo Statuto? E’ quello che vi spiegherò in questa prima parte, e per spiegarvelo nella maniera migliore dovrò partire da lontano, e precisamente dalle origini del Movimento Pentecostale in Italia. Leggi tutto… “● Contro lo Statuto e il Regolamento delle ADI”
"...Siate irreprensibili e schietti, figliuoli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la Parola della vita..." (Filippesi 2:15) - "...E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele." (Efes. 5:11) - "...Non giudicate secondo l'apparenza, ma giudicate con giusto giudizio." (Giovanni 7:24) "...La Parola di Dio abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza." (Col. 3:16)