Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Consulenti Cristiani, ma anche Psichiatri, Psicologi e Sociologi. Consigliano gli altri ma spesso non sono in grado di consigliare loro stessi

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Ottobre 16th, 2011 Posted by | Christian counselors, Consulenti Cristiani, Laura Bellia, Mauro Adragna, Psicologia Cristiana, Vittorio Fiorese | 2 comments

2 Responses to “● Consulenti Cristiani, ma anche Psichiatri, Psicologi e Sociologi. Consigliano gli altri ma spesso non sono in grado di consigliare loro stessi”

  1. Buonasera Nicola,
    Ho letto l’articolo che si chiama “Consulenti cristiani, ma anche psichiatri…” e desidero condividerle qualche riflessione, ammettendo di non conoscere i soggetti e le associazioni specifiche che ha menzionato (infatti farò una riflessione generale).

    In Italia il lavoro di uno psicologo non può essere abbinato a quello di un sociologo o di un consulente, poiché regolamentato da un codice deontologico rigoroso, a cui aderiscono dei professionisti iscritti ad un albo (iscrizione che può essere verificata anche online, e che in caso di mancata osservazione delle norme viene messa in discussione rigidamente dall’Ordine). Pertanto, non può rientrare nel calderone di tutte quelle qualifiche non altrettanto certificate, nelle quali può rientrare pressoché chiunque. Posso immaginare che non sia documentato a riguardo, come purtroppo molti credenti, ma fortunatamente si può rimediare in maniera molto semplice: con un po’ di informazione. Il lavoro di uno psicologo non è quello di consigliare; per quello ci sono i pastori, gli amici, i nostri nonni con tanta esperienza. Lo psicologo si occupa di salute mentale, avvalendosi di procedure scientificamente fondate che ha studiato per tanti anni, e non interviene nella maniera più assoluta sul sistema di valori del singolo individuo. Infatti, non può mettere bocca sulle credenze dei suoi pazienti, cristiane o non.

    Immagino che la necessità di definirsi “psicologi cristiani” sia nata proprio dalla consapevolezza che, nel mondo evangelico, molti di noi hanno il pregiudizio che lo psicologo è una figura che vuole ficcare il naso negli affari delle persone, vuole fare loro il lavaggio del cervello con elucubrazioni superflue, si vuole sostituire alla potenza liberatoria di Dio. Forse da qui è nata la necessità di mettere le mani avanti, se si ha il desiderio di lavorare con i credenti in ambito di salute mentale, come se abbinando l’aggettivo “cristiano” si comunicasse alle persone “tranquillo, la penso come te, non voglio farti il lavaggio del cervello”. La verità è che il lavaggio del cervello non te lo farebbe comunque; è un espediente lessicale per affrontare un pregiudizio molto radicato e poter lavorare con i credenti, se è quello che Dio mette in cuore al professionista.

    Personalmente, ritengo di estrema urgenza che nel mondo evangelico si inizi a diffondere una cultura base di salute mentale, poiché se non si sa distinguere quello che si vive, non si ha nemmeno modo di pregare affinché si venga liberati. Se non riconosco di avere un disturbo d’ansia, o continuo a negarlo perché mi è stato insegnato che se sei credente sei invincibile, e i disturbi mentali sono per chi è mancante nella fede… come posso pregare che Dio mi guarisca? Come posso cercare aiuto specialistico? Sono tantissimi i credenti attanagliati da mille difficoltà che non possono esprimere perché verrebbero giudicati, dagli altri o da loro stessi. In queste condizioni Dio non può operare, né direttamente, né tramite uno psicologo. Eppure gli esempi biblici di persone con disturbi psichici sono tanti (Giobbe e Geremia avevano la depressione, e nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio la loro spiritualità).

    Senza dubbio, quello che fa lo psicologo è ampiamente sorpassato dalla perfezione con cui Dio può intervenire nella vita delle persone! È però strano che questo non lo si tenga presente quando si va in pronto soccorso per un osso rotto, dal dentista per una carie, o da un muratore per costruire una casa. Non può forse Dio aggiustare l’osso, curare la carie, costruire la casa? Certo che può, ma è estremamente improbabile trovare uomini con così tanta fede da non dover soffrire o sforzarsi neanche un secondo. Inoltre, se tutti avessimo così tanta fede, il mondo sarebbe perfetto ma paralizzato. Sono invece le nostre vite vissute e le nostre battaglie vinte a dare gloria a Dio: come potrei meravigliarmi di una guarigione se nella mia vita fosse scontata? Sarà piuttosto di testimonianza una guarigione sofferta, piena di significato e di lezioni importanti.
    In quest’ottica si inserisce qualsiasi professione di aiuto: per supportare l’essere umano in modo pratico.
    Infatti, non abbiamo forse tutti bisogno di aiuto pratico? Di un dermatologo, di un meccanico, di un diacono all’interno di una chiesa? La risposta è si! Allora, perché spiritualizzare una professione di aiuto “pratico” come quella di uno psicologo, e non quella di un meccanico, o il lavoro di chi fa le pulizie in chiesa? Le pulizie sono pulizie, la salute mentale è la salute mentale, lo spirito è lo spirito. Di certo ogni credente può avere una rivelazione spirituale per cambiare la vita di un fratello, ma in questo uno psicologo è alla pari di qualsiasi altra persona, perché è Dio che spande il suo spirito e decide cosa rivelare e a chi, non servono anni di studio.
    È chiaro che, se Dio ti guida innanzitutto come credente e successivamente come psicologo, il bene che puoi fare è tantissimo, poiché è un bene sia spirituale che umano; ma sono aree separate, e non è l’autorità spirituale che definisce la competenza di uno psicologo, bensì i suoi anni di studio ed esperienza.

    Il venire pagati, infatti, è regolamentato dall’Ordine, che pone una tariffa minima obbligatoria. Lo si può esercitare come volontariato, certo, nella stessa misura in cui un magazziniere può decidere di movimentare carichi di merce in maniera volontaria tutti i santi giorni senza ricevere compenso: sarà bene, però, che in qualche modo porti il pane a casa.

    Per concludere, ritengo che la salute mentale sia un argomento troppo delicato per parlarne per sentito dire. Un articolo scritto con semplicità può anche avere conseguenze davvero deleterie sulle persone più fragili, che in preda all’ansia cercano direttive: rischiano di trovarsi costretti a dover ingoiare una sofferenza enorme, poiché il messaggio che passa è che se ammettono di avere queste problematiche devono necessariamente mettere in dubbio la loro maturità spirituale. Lo stesso messaggio passa anche se si screditano a man bassa i pochi psicologi che operano in ambito cristiano: non saranno mai uguali a noi, perfetti, incorreggibili, ma perlomeno cercano di accogliere e prendersi cura di una sofferenza che c’è sempre stata, ma continua ad essere condannata e discriminata dai più. Per me è un compito lodevole. Le chiedo quindi, con il cuore in mano, di rivalutare l’articolo per cui le ho scritto: posso capirla se vuole parlare dei professionisti che ha menzionato (anche se, francamente, non so se si tratti di diffamazione o meno), ma le chiedo quantomeno di non generalizzare a tutti gli psicologi, psichiatri, consulenti (anche perché immagino che non ne conosca in prima persona l’operato tale da poterli giudicare).

    Un saluto

    Per errore non mi sono firmata nel commento precedente. Mi chiamo Sharon D’Anzi, e sono una psicologa.

  2. Innanzitutto grazie per esserti firmata, cosa che non tutti fanno e mi costringono a non pubblicare moltissimi commenti.
    Non vedo perchè dovrei rivalutare un articolo scritto cinque anni fa che non diffama nessuno, ma mette solo in luce le contraddizioni delle persone da me citate.
    Piuttosto, se volessi rimarcare uno dei danni maggiori del settore, parlerei dell’uso spropositato di farmaci pericolosissimi come gli antidepressivi o peggio gli inibitori selettivi del reuptake di serotonina, prescritti dagli psichiatri (anche con la collaborazione di molti psicologi) come fossero acqua fresca e che conducono spesso le persone con problemi in una spirale di dipendenza da cui non ne escono più, se non devastati nella mente ed anche nel corpo per le conseguenze dell’uso massiccio di queste sostanze.
    Il cristianesimo autentico crede nella potenza liberatoria del Dio vivente e potente, non certo in soluzioni farmacologiche pericolosissime di cui non si parlerebbe mai abbastanza. Non so se sia il tuo caso, ma sussiste una incompatibilità intrinseca tra fede e scienza che rende distanti e diametralmente opposte le due soluzioni proposte per la guarigione fisica e spirituale dell’individuo. Saluti.

    P.S. Solitamente non consiglio mai l’acquisto di libri, ma avendo menzionato il pericolo degli psicofarmaci, vorrei raccomandare caldamente a tutti la lettura del libro: “ASSASSINI IN PILLOLE:LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE“, di Pietro Bisanti, acquistabile online a questo indirizzo web: https://pietrobisanti.it/libri/

    Leggi anche qui la recensione da parte dell’autore:
    http://pietrobisanti.blogspot.com/2014/09/assassini-in-pillole-la-psichiatria.html

    Qui invece, uno dei commenti al libro da parte di una vittima della moderna psichiatria:
    “Ciao a tutti. Purtroppo pietro ci hai visto lungo. Io solo durante trattamenti ho avuto istinto suicidario. E sono viva per miracolo. E un ragazzo che conoscevo è arrivato ad impiccarsi. Ma la gente dà colpa a tutto tranne che vedere la realtà di queste sostanze demoniache. Tante vite si potrebbero salvare e nessuno paga per queste morti. Ma davvero gli psichiatri non vedono la correlazione tra suicidi e antidepressivi o altre pillole che prescrivono? Mi guardo intorno e mi sembra che il medioevo sia la nostra epoca. Grazie per il tuo impegno. Grazie per dimostrare che si può aprire gli occhi. Purtroppo quello che soffro di più è il fatto che sono considerata pericolosa e non credibile. Queste etichette sono un formato standard appiccicato a chi passa per la psichiatria. Non solo. Sono obbligata per legge a prendere queste porcherie vita natural durante. Ti tolgono i figli se non lo fai. È una maglia criminosa che ti controlla come un polipo. Come vorrei che tutto fosse solo un incubo e risvegliarmi.
    Domanda: possono leggere tutti questo forum? Io ho paura di ripercussioni. Se un giorno ce la farò a guarire sarà fatto tutto di nascosto e dovrò continuare a fingere di prendere queste sostanze e andare a rapporto dagli psichiatri ma se riesco nel mio intento scriverò un libro. Ma per ora tremo ancora all’idea di stare male e di finire sotto sequestro da questi criminali. L’ultima volta hanno provato a farmi fare le iniezioni. Una vita spesa tra abusi psichiatrici e solitudine estrema. Spero di farcela. Una contro tutti.”
    (https://alimentazioneesalute.forumfree.it/?t=70707844)

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