● “Nessuna apertura”… ma silenzio assoluto sulla collaborazione
Dopo aver letto questa notizia non ho fatto a meno di fare questa considerazione e cioè che non basta affermare solamente “nessuna apertura”, ma occorreva precisare anche: “come pure NESSUNA COLLABORAZIONE“, cosa che a quanto pare non è stata chiaramente puntualizzata, lasciando di fatto una porta ancora aperta ed un ponte ancora intatto con la Chiesa Cattolica Romana, sia da parte dell’AEI che dalla Federazione delle Chiese Pentecostali, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Apostolica in Italia e le Congregazioni Cristiane Pentecostali…
Nicola Iannazzo.
ROMA – Nessuna “iniziativa”, “apertura” né “ansia unionista”: è un “no” netto quello espresso in un comunicato congiunto dall’AEI e da quattro sigle evangeliche di area pentecostale che sabato scorso, in occasione della tavola rotonda promossa dall’Alleanza Evangelica Italiana ad Aversa (CE) sul tema “Il cattolicesimo contemporaneo: una prospettiva evangelica”, hanno voluto ribadire una posizione critica verso le recenti «aperture ecumeniche da parte di ambienti evangelici e pentecostali internazionali e nazionali nei confronti della Chiesa cattolica romana e del suo attuale Pontefice».
Tre i punti focali sottolineati da AEI, Federazione delle Chiese Pentecostali, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Apostolica in Italia e Congregazioni Cristiane Pentecostali, che avvertono come «incompatibile con l’insegnamento della Scrittura» una chiesa che si sente «mediatrice di salvezza e che presenta altre figure come mediatrici di grazia», «che si è assunta la responsabilità di aggiungere dogmi» e «che ha il suo cuore in uno stato politico, retaggio di una chiesa “imperiale”». Tre differenze teologiche “inconciliabili” che, si afferma nel documento, non permettono al momento di «dare inizio e corso a qualsiasi iniziativa o apertura ecumenica nei confronti della Chiesa cattolica romana».
Una presa di distanze nei confronti delle velleità di dialogo sorte in ambito evangelico con l’elezione di papa Bergoglio e della disponibilità verso «le apparenti somiglianze con la fede e la spiritualità evangelica di settori del cattolicesimo», che per i firmatari «non sono di per sé motivi di speranza di un vero cambiamento».
Tratto da: http://www.evangelici.net/notizie/1406065145.html
leggi:
L’ipocrisia dell’AEI
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